lunedì 10 febbraio 2014

BESTIARTIUM 2





Padre Teresa Vinmenderf.
Personaggio carismatico dell'Italia del dopo guerra sono in pochi a ricordarlo. 
“...un'essere immondo”, così lo descrisse Papa Pio XII dopo averlo incontrato a Roma nel 1949 poco prima di emanare la sua famosa bolla di scomunica ai comunisti. Composto per lo più da un tronco senza arti, con un solo piede, due (nobilissime) mani prive di braccia, pare che l'intera testa fosse fusa con l'apparato respiratorio, ciononostante fu in grado di prendere i voti al seminario arcivescovile di Benevento, di laurearsi in teologia ad Avellino nel 1936, e di intraprendere un lunghissimo percorso devozionale di povertà e servizio ai diseredati vivendo all'interno di gran parte della rete fognaria della Campania. Affetto dalla rarissima e simpatica sindrome di Roitier-Goldrake, riusciva a malapena deambulare solo strisciando, e comunicare con degli incomprensibili suoni gutturali che emetteva dal disgustoso orifizio posto all'incrocio delle clavicole, ma si dice fosse abilissimo nella composizione di sonetti in hawaiano antico. Amato dai poverissimi ai quali forniva vettovaglie e vesti raccattati in diversi istituti di beneficenza sarebbe divenuto priore del convento "i poveri di padre Catraja" se non fosse stato ripetutamente scambiato per un grosso topo di fogna e malmenato, dagli addetti alle pulizie dell'acquedotto di San Zaccaria frazione di Campagna, fino alla morte avvenuta nel Novembre 1969. I resti di Padre Teresa sono conservati in una teca presso l'ufficio catastale del comune di Santa Maria Capua Vetere.